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Violenza sulle donne. Maltese (UGL): “Con il nostro silenzio diventiamo tutti complici”

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“Il ti – tac dell’orologio, nella sua indisturbata cadenza, ieri ci ha segnato che è caduto ancora un’altro corpo di donna, di una madre che si era ribellata alle regole del tiranno e davanti agli occhi del figlio e’ stata finita, a Carini è caduto un altro corpo di donna per mano dell’ex marito.

Sembra che questa sofferenza diventi giorno dopo giorno sempre più silenziosa, e forse dentro di noi, nel quotidiano, persino più accettabile”.

A dichiararlo Fina Maltese, Responsabile Dipartimento Parità di genere Ugl Sicilia che aggiunge: ” Le donne non denunciano per paura, per le successive ritorsioni, per la vergogna di dover ammettere un fallimento. L’interrogativo di tutte e’ dove andare ? da dove ricominciare?

Allora in preda a questi destabilizzanti quesiti – prosegue la sindacalista – pare che continuare ad accettare il fallimento di una relazione, nascondendo a se stesse ed ai propri figli le violenze, le vessazioni, le umiliazioni di tutti i giorni sia l’unica strada percorribile. Nella ingenua speranza che le cose prima o poi potranno cambiare.

E sarà così purtroppo che l’orologio, impietoso, continuerà  a segnare con la stessa precisione di sempre … sempre più donne vittime di questa cieca follia da parte di uomini-belve – sottolinea la Maltese -l’orologio ci dice che le cose non cambiano!

Lo sterminio delle donne continua!

Perciò con più fermezza, con più convinzione e determinatezza dobbiamo tenere alta l’attenzione su questo dramma che miete vittime più di una guerra”.