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Ugl ricorda Bonsignore e il coraggio della buona amministrazione

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 “Nel giorno in cui si ricorda un martire dei dipendenti della Regione siciliana vogliamo pensare che i mali della Sicilia non stanno nell’apparato amministrativo  ma altrove”.

Così Giuseppe Messina, Segretario Ugl Sicilia nel ricordare il trentennale dell’assassinio di Giovanni Bonsignore, dirigente superiore dell’assessorato regionale della cooperazione, del commercio e della pesca che si era opposto, a seguito di una attività ispettiva amministrativa, ad un finanziamento irregolare concesso dalla Regione Siciliana ad una cooperativa della provincia di Agrigento in odore di mafia. Pagando con la vita la sua incorruttibilità, Giovanni Bonsignore, per la sua capacità amministrativa e intuito, nel   1991 fu insignito della medaglia d’oro al valore civile alla memoria.

“Da questo esempio di sacrificio per l’alto senso del dovere e dal successivo di Filippo Basile, altro funzionario della Regione siciliana e collega del Bonsignore, assassinato nove anni dopo per aver avviato la pratica di licenziamento di Antonino Velio Sprio, mandante dei due omicidi, che, con l’avvicinarsi del 74° anniversario dell’Autonomia Siciliana del prossimo 15 maggio – prosegue il sindacalista – l’Ugl lancia l’iniziativa di un momento di confronto e riflessione su come migliorare e semplificare la burocrazia regionale”.

“La ricostruzione economica e sociale della Sicilia passa anche dalla rivoluzione digitale, dalla sburocratizzazione, dalla formazione ed aggiornamento sull’uso delle nuove tecnologie e dall’efficientamento della pubblica amministrazione regionale –  conclude –  dialogare per trovare un comune percorso è indispensabile per affrontare le sfide che l’emergenza da Covid 19 hanno imposto nella ricerca di un nuovo modello di sviluppo e relazione con i cittadini che deve necessariamente coinvolgere anche il personale dipendente della Regione siciliana attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa”.

“Il pensiero sommesso va a quel 9 maggio del 1990 in cui un dirigente integerrimo della Regione Siciliana muore in conseguenza dello svolgimento trasparente della sua attività amministrativa – dichiara Ernesto Lo Verso, Segretario regionale della Federazione Autonomie – un ricordo triste per l’evento e che ha sottratto agli affetti dei propri congiunti, amici e colleghi, un galantuomo, ma al contempo ha dato un segnale di certezza che dietro lo svolgimento di un lavoro per un pubblico servizio, spesse volte bistrattato e additato dall’opinione pubblica, esistono realtà di impegno, dedizione e abnegazione nel rispetto altrui”.