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Regione. Messina (Ugl), dialogo anche con i “giocolieri della trattativa”, sull’uso di armi di ricatto non siamo interessati perché per noi prima vengono i lavoratori

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“Le polemiche strumentali con attacco diretto all’Ugl e lo sciopero della categoria indetto da taluni sindacati senza che si avvisti alcun pericolo sulla copertura finanziaria garantita, prima a parole e poi con i fatti, dal governo regionale sin dal dicembre 2017, servono solo a creare allarmismo tra i lavoratori e le loro famiglie in una fase delicata di avvio della stagione per il comparto e della vita politica ed amministrativa dell’Isola”.

Così il Segretario Regionale dell’Ugl Sicilia, Giuseppe Messina, che aggiunge, “dalle macerie di cinque anni di scempio, saccheggi e ruberie delle casse della Regione siciliana, in pochi mesi l’esecutivo regionale è riuscito nel miracolo di rispondere alle continue sollecitazioni dell’Ugl sul settore e garantire le risorse per l’effettuazione di tutte le giornate lavorative al comparto e anticipare i tempi per l’avvio, nei termini di legge, delle attività di prevenzione e antincendio boschivo con oltre 280 milioni di euro già appostati per il comparto forestale a copertura delle giornate e degli aumenti contrattuali per il 2018”.

“Certo permangono molte criticità come lo scioglimento dell’Esa, la riorganizzazione dei Consorzi di bonifica, l’innesto della figura del preposto Caposquadra nel servizio antincendio, battaglia giudiziaria vinta dall’Ugl  contro il precedente governo Crocetta; servizio che partirà entro il 15 giugno come ci ha assicurato il Governo regionale su questi temi – spiega Messina – , dopo l’approvazione della legge regionale di stabilità il governo ci ha assicurato la prosecuzione del confronto costruttivo e cordiale”.

“Scherzare sulla pelle dei lavoratori forestali – stigmatizza il sindacalista – non è permesso a nessuno e chi lo fa se ne assuma fino in fondo le proprie responsabilità,sul dialogo ed il confronto per sostenere le ragioni dei lavoratori siamo pronti a discutere con chiunque, anche con i giocolieri della trattativa”, sull’uso di armi di ricatto non siamo interessati perché per noi prima vengono i lavoratori”.