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Legge Stabilità. Ugl (Messina): Manovra shock da 2 miliardi, stop a prelievi da Stato

giuseppe-messina

“Serve una manovra shock di 2 miliardi per salvare la Sicilia e da Roma nessun ostacolo, nessuno scippo, alla gestione delle risorse per amministrare il futuro delle nuove generazioni. Auspichiamo correttivi alla Finanziaria regionale che al momento vale 1,3 miliardi per sostenere le misure necessarie a mettere in sicurezza il Sistema Sicilia sostenendo famiglie, lavoratori ed imprese”.

Così il Segretario  regionale Ugl Sicilia, commentando i documenti economico- finanziari della Regione, e la manovra che complessivamente vale 1,3 miliardi.

“La riprogrammazione dei fondi comunitari, compreso il Feamp per la pesca, vale circa 4 miliardi da indirizzare a famiglie, lavoratori ed imprese – precisa – lo Stato allenti la morsa sulla Sicilia per la tenuta dei conti e del bilancio. Dal 2013 al 2018 già versati 7 miliardi. La Sicilia ha già dato e lo Stato non ha più alibi perché non è più sottoposto ai vincoli di Maastricht potendo sforare il tetto del 3%. In ballo ci sono 2,2 miliardi di euro nel 2020. Giù le mani dal tentativo romano di avocare a livello centrale una quota del 20%, pari ad un miliardo, dei fondi europei in riprogrammazione”.

“Per il biennio 2020/2021 Roma rinunci a due miliardi di concorso al risanamento della finanza pubblica – rilancia Messina – autorizzi lo slittamento al prossimo anno dell’avvio del ripianamento decennale che vale 421 milioni annui e della quota residua di quanto dovuto dalla Regione sul regime Iva che vale 142 milioni di euro, chiuda con la quantificazione del riconoscimento per le accise che vale almeno 600 milioni annui e accetti la sospensione anche per le regioni autonome della quota capitale mutui prevista per le regioni a statuto ordinario dall’articolo 111 del decreto legge 18/2020”.

“Va sostenuto lo straordinario impegno sanitario del governo siciliano – sottolinea il Segretario Ugl Sicilia – varando  un piano regionale socio-sanitario, di contrasto alle nuove povertà e un Piano regionale sicurezza dei luoghi di lavoro, diretto a rafforzare e sostenere gli investimenti delle imprese per la messa in sicurezza dei luoghi di e risorse e sostenere la diffusione del lavoro agile”.

“Bene finanziamento di 10 milioni del Fondo di solidarietà della pesca e dell’acquacoltura ma  non basta – chiarisce – i dati ci dicono che servono ulteriori 20 milioni”.

“Positiva la gestione della procedura di  accesso alla Cigd da parte del Dipartimento lavoro, attraverso il portale Silavora – dice Messina – ed i numeri emersi ci dicono che i 275 milioni stanziati dal governo nazionale sono insufficienti. Servono 200 milioni per non lasciare fuori 100 mila lavoratori come somministrati, stagionali, precari del turismo, del trasporto aereo, dei servizi, dell’indotto ex Fiat, soggetti privi di sostegno al reddito come nel settore della formazione professionale”.

“Bene la copertura di 130 milioni per i comuni ed servono certezze su coperture per l’anno 2020 per  forestali e Trasporto pubblico locale – conclude – e sui 120 milioni per la filiera istruzione, formazione professionale ed università serve chiarezza per tenuta del sistema e vanno prorogati i termini per la rendicontazione dei finanziamenti comunitari; così come serve apposita norma per dare pari dignità giuridica ai lavoratori ASU sul “non dovuto recupero delle ore non lavorate” e proseguire con il processo di svuotamento del bacino, auspicando che il fondo per il “finanziamento al consumo per le famiglie” assegnato all’Irfis possa essere gestito anche dagli altri istituti finanziari regionali Ircac e Crias, ed autorizzare la Crias, per le proprie linee di credito, a stipulare convenzioni con i Consorzi fidi”.