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Lavoratori Bacino ASU, in videoconferenza affrontate problematiche

bandiera-uglCome ormai da tutti risaputo, sia da notizie giornalistiche che da conferme degli  Uffici della Regione Siciliana direttamente interessati alla vicenda, il Ministero  dell’Economia e delle Finanze con propria nota prot. 5169 del 28 maggio u.s. ha valutato l’opportunità di segnalare alla Presidenza del CdM la sospettata illegittimità costituzionale dell’art. 36 della L.R. n° 9/2021, afferente alcune utili norme in favore dei Lavoratori appartenenti al Bacino ASU.

Tra queste, misura importantissima risulta la possibilità di procedere, da parte degli Enti utilizzatori del Personale in parola, alla “stabilizzazione” dei soggetti di che trattasi.

Al contempo sono state chieste delucidazioni, da parte degli Organi dello Stato, nel merito, alla Regione Siciliana.

Ovviamente tutte le OO.SS. rappresentative del Bacino in argomento hanno immediatamente chiesto all’Assessore al Lavoro, Antonio Scavone, un urgente incontro tematico.

Tempestivamente – e di questo ringraziamo l’Assessore Scavone e il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale del Lavoro, Ing. Gaetano Sciacca – in data odierna è stata indetta una riunione in videocall dagli Uffici dell’Assessorato alla Famiglia.

In tale contesto sono state illustrate alle OO.SS. presenti le controdeduzioni inviate al MEF da parte degli uffici dell’Amministrazione Regionale.

Avendo avuto modo di soffermarsi sulle controdeduzioni proposte, come O.S. UGL  non possiamo che prenderne atto ed apprezzarne l’iniziativa, pur restando consapevoli che la “battaglia” va giocata, nel brevissimo termine, fondamentalmente e necessariamente da tutti quei soggetti che ricoprono il ruolo politico all’interno delle Istituzioni Nazionali e Regionali.

Bisogna scongiurare, per il bene comune, l’eventuale impugnativa del CdM, che  costringerebbe la Regione Siciliana a resistere in Corte Costituzionale; restando in  stand-by per lungo tempo – sicuramente oltre un anno – e perdendo l’occasione di  potere “portare definitivamente a compimento l’esaurimento del Bacino del  precariato” nel territorio isolano, entro il corrente anno.

Non nutriamo dubbio alcuno circa le categoriche e palesate intenzioni del Governo  della Regione Siciliana, nel persistere in serrati confronti con gli esponenti del  Governo Centrale di Roma, finalizzati alla risoluzione bonaria della “QUERELLE” in  questione. Pertanto, questa O.S. UGL rappresenta sin d’ora alle Istituzioni Politiche  interessate alla vicenda di restare, ove e qualora fosse necessario, al loro fianco –  senza soluzione di continuità – facendo valere tutte quelle prerogative proprie del  Sindacato, che possano concorrere al felice ed auspicato esito dell’attuale  contrapposizione fra le Parti.

Riteniamo che le osservazioni poste dal MEF siano in cospicua parte non supportate  da veridicità giuridiche. Non crediamo possa valere il concetto di “disparità di  trattamento” ex art. 3 della Costituzione – i lavoratori ASU sono tutelati da norme  nazionali di lungo tempo, e tutte le normative emanate in successione ne prevedono  la “stabilizzazione”, sin dall’ormai datato Dlgs 468/97; altresì, crediamo che i  soggetti del Ministero preposti alla lettura dell’articolato abbiano profuso uno stato  di confusione generale citando che i lavoratori ASU sono utilizzati dagli Enti Pubblici  “solamente in virtù di convenzioni stipulate con Enti del Privato Sociale”; dulcis in

fundo, vorremmo capire e, possibilmente, avere ben spiegato dagli stessi autori delle  osservazioni in negativo fatte sull’articolato un passaggio fondamentale della  controversia: perché i lavoratori ASU a carico del Fondo Occupazione nazionale  possono essere stabilizzati con leggi promulgate dal Parlamento Nazionale e i  lavoratori ASU della Regione Siciliana, che ha adottato le stesse normative  nazionali approvando l’art. 36 della L.R. n° 9/2021, non possono esserlo?

Ricordando che la mancata stabilizzazione potrebbe congestionare anche le attività di  quasi tutti gli Enti Locali del Territorio Siciliano, in quanto in buona parte tutti i servizi  dei Comuni, necessari alla cittadinanza nel proprio insieme, sono ormai da parecchio  tempo gestiti dal personale de quo.

Infine, chiediamo a tutti i Deputati Regionali nonché a tutti i Deputati Nazionali  SICILIANI di perorare, al pari del Governo Regionale e delle OO.SS. di categoria, in  tutte le Sedi competenti Romane, la giusta causa dei diritti dei lavoratori ASU della  Regione Siciliana; al fine di garantirne dopo quasi un quarto di secolo l’agognata e  meritata “stabilizzazione” che consenta a ben 4571 famiglie di dormire meno  apprensivamente di quanto non possano farlo allo stato attuale.

Invitiamo, altresì, con la dovuta cautela, e con il massimo rispetto, l’ANCI Sicilia, ad  unirsi a questa legittima iniziativa sociale.

Questo è quanto diramato in un documento congiunto  da Rosolino Lucchese  della  Segreteria Regionale UGL Sicilia, da Vito Sardo e Mario Mingrino della  Segreteria Regionale ALE-UGL.