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IRVO. Sulla crisi dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio interviene l’UGL Sicilia

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Sulla crisi che attraversa l’IRVO, l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, interviene l’UGL Sicilia per voce del suo Segretario regionale, Giuseppe Messina.

 auspica e chiede alla politica di intervenire con il finanziamento di tre milioni di euro previsto nella legge finanziaria per rilanciare l’ente e affidargli la competenza sulla certificazione dei prodotti biologici. Questa la nota completa del sindacato sull’IRVO:

“La complessiva situazione debitoria dell’ex Istituto Regionale della Vite e del Vino è stata determinata – dichiara Messina  –  principalmente dai drastici tagli lineari operati dalla Regione Siciliana a partire dal 2012 sui capitoli destinati al funzionamento dell’Ente e alle attività promozionali”.

“Nonostante tali difficoltà finanziarie,  – spiega – l’IRVO con il suo qualificato personale tecnico ha garantito la certificazione e controllo dei vini siciliani a DO, contribuendo alla complessiva crescita qualitativa del settore vitivinicolo siciliano.

Dal 2016, purtroppo, le attività scientifiche hanno segnato il passo e fino ad ora l’IRVO non partecipa ad alcuna azione progettuale con fondi nazionali e comunitari con altre aziende ed istituzioni di ricerca”.

“Su tale fronte sarebbe invece importantissimo avviare una progettualità  – prosegue – che possa sull’intero territorio regionale coniugare innovazione tecnologica ecosostenibile nella produzione di vini ed oli e innovativa gestione dei vigneti ed uliveti con le più moderne metodiche di agricoltura di precisione, in collaborazione con le università siciliane, nazionali ed europee, con l’obiettivo di rendere la Sicilia la prima Regione italiana ed europea interamente monitorata con le più moderne tecnologie proximal and remote nella produzione e nella promozione di qualità dei suoi vini ed oli e di poter ampliare la certificazione su altri prodotti agricoli, quali  miele, mandorle, latte e derivati, grano, tutelando il made in Sicily, oggi tanto richiesto dalla filiera agroalimentare e dai produttori siciliani, è  di questo l’IRVO ne è capace, visto le capacità professionali del proprio personale tecnico”.

 “L’istituto può essere rilanciato aggiungendo altre competenze in materia di certificazione, per esempio, di tutti i prodotti biologici,  aspetto non di poco conto che consentirebbe di moltiplicare gli incassi, determinando un circolo finanziario virtuoso, pertanto chiediamo al Governo regionale – conclude Messina – di difendere la professionalità dei lavoratori dell’IRVO mantenendo in mano pubblica la certificazione e chiediamo alla politica di intervenire con il finanziamento di tre milioni di euro previsto nella legge finanziaria per rilanciare l’ente e affidargli la competenza sulla certificazione dei prodotti biologici.

A giorni l’Istituto rischia, per via degli scioperi che saranno proclamati, la sospensione delle certificazioni dei vini a D.O. e degli Oli, per la mancanza di risorse finanziarie utili alla quotidiana gestione e al pagamento degli emolumenti al personale, creando forte disagio alle aziende interessate”.