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Finanza pubblica, Accordo Stato-Regione. Messina (Ugl Sicilia), basta polemiche, dalla politica sostegno leale al governo Musumeci

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“I dati impietosi dell’ISTAT nelle statistiche 2018 sulla povertà, che collocano la Sicilia al terzo posto tra le regioni a maggiore incidenza di poveri impongono una profonda riflessione ed un cambio repentino di marcia alla politica regionale, troppo indaffarata negli ultimi tempi all’uso del politichese di vecchia memoria e dal sapore di prima repubblica, impantanata a rincorrere capri espiatori e rimpasti che distraggono dalle decisioni a sostegno dell’Isola.

Le opposizioni al governo Musumeci anziché ricorrere a termini come crisi e fallimento, alimentando un pericoloso scontro politico che non serve all’Isola, farebbero meglio a trovare punti di incontro per sostenere l’esecutivo regionale nella madre di tutte le battaglie: ottenere entro il 30 settembre 2019 l’intesa sulla revisione della disciplina finanziaria, sulla scorta dell’accordo sottoscritto il 19 dicembre 2018 dal presidente della Regione con il ministro delle Finanze e del Sud, rinforzata nel maggio scorso con una integrazione per salvare le ex province”.

A dichiararlo è Giuseppe Messina, Segretario regionale dell’UGL Sicilia.

“Anche dai partiti della maggioranza di governo all’Ars – aggiunge –  il sindacato si aspetta maggiore senso di responsabilità ed il totale sostegno al lavoro sin qui svolto dall’esecutivo regionale, senza distrazioni e rese armate che rallentano l’azione politica, per incassare quanto prima la revisione del quadro normativo in materia di finanza regionale e locale per una corretta applicazione degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto siciliano.

Segnale positivo per Ugl la previsione contenuta nell’accordo del trasferimento a partire dal 2020 alla Regione siciliana della competenza in materia di finanza locale”.

“Quello di Ugl – spiega –  è un richiamo al senso di responsabilità della politica regionale necessario e dovuto verso i siciliani per chiudere con il governo centrale una difficile trattativa sul generale riassetto dei rapporti finanziari.

Con l’accordo del 19 dicembre 2018, il migliore possibile in questo momento di crisi economica al livello europeo e di equilibrio politico precario su scala nazionale, sostenere l’azione del governo regionale significa difendere il pieno riconoscimento, nelle nuove norme di attuazione, della fiscalità di vantaggio per imprese e persone in applicazione della condizione di insularità nell’ambito del principio di continuità territoriale per il contenimento dei costi di trasporto per persone e merci e dei carburanti e dei principi sulla perequazione infrastrutturale e coesione territoriale sanciti dagli articoli 22 e 27 della normativa sul federalismo fiscale.

Chiudendo col passato che ha mortificato le province siciliane, sottoposte ad un sostanziale definaziamento da parte dello Stato, nel richiamato accordo sono contenuti i trasferimenti in 102 milioni di euro derivanti dalla legge di stabilità regionale e 100 milioni di euro stanziati con legge di bilancio nazionale, l’abolizione del prelievo forzoso da parte dello Stato che garantisce alle ex provincie un tesoretto pari a 227 milioni di euro l’anno, partendo dal risparmio immediato di 54 milioni di euro per il 2019 e lo stanziamento di 540 milioni di euro da destinare agli investimenti per strade e scuole delle province siciliane nei prossimi sei anni; con l’impegno romano di trovare soluzioni al fine di garantire parità di trattamento rispetto alle province e città metropolitane del restante territorio nazionale”.

“Da sottolineare – dice Messina –  anche l’intesa sulle misure straordinarie per l’equilibrio corrente dei liberi consorzi comunali e delle città metropolitane che porta alla deroga alle vigenti disposizioni generali in materia di contabilità pubblica e permette, con l’accordo integrativo del maggio scorso, l’approvazione del rendiconto  della gestione degli esercizi 2018 e precedenti anche se il relativo bilancio di previsione non è stato deliberato, la predisposizione del bilancio solo annuale per il 2019.

La Sicilia ed i siciliani hanno bisogno di fatti e non parole al vento”.

“Il governo Musumeci – conclude – ha iniziato un difficile cammino verso il riscatto della Sicilia con fatti concreti ed inequivocabili, adesso la politica tutta faccia la sua parte con lealtà. Per le polemiche c’è tempo per la rinascita dei siciliani non più”.