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Economia. Messina (Ugl), per la Sicilia è codice rosso

banca-ditalia“Non c’è più tempo da perdere, si costituisca il governo regionale e si dia operatività all’Assemblea regionale siciliana, l’Isola viene fuori da 60 mesi di amministrazione inadeguata e fallimentare e lo stato di salute socio-economico della Sicilia rimane da Codice Rosso”.

Sono circa un milione e trecento mila gli occupati su oltre cinque milioni di abitanti, un dato preoccupante perché nell’Isola uno su quattro lavora contro il dato dell’Emilia Romagna dove uno su due è occupato”.

Così Giuseppe Messina, Segretario Reggente dell’Ugl Sicilia a margine del convegno di ieri presso la sede di Palermo della Banca d’Italia di presentazione dell’aggiornamento congiunturale dell’economia della Sicilia.

“Come Ugl siamo pronti a sostenere il Presidente della Regione Nello Musumeci -sostiene il sindacalista – al quale chiediamo di porre il lavoro al centro dell’agenda politica, fare quello che in cinque anni Rosario Crocetta ed gli oltre 40 assessori succedutesi non hanno saputo fare. L’obiettivo condiviso con i corpi intermedi deve essere quello di porre in essere in Sicilia politiche economiche di crescita e sviluppo per creare almeno 600 mila posti di lavoro nel prossimo quinquennio”.

“I dati presentati ieri dall’Osservatorio Congiunturale “Nicolò Curella” – commenta a Messina – consegnano una Sicilia ben lontana dalla ripresa economica già registrata in altre parti d’Italia. Serve uno sforzo condiviso e partecipativo tra istituzione di governo, politica e corpi sociali per costruire un modello di sviluppo, una governance che sfrutti alla meglio gli strumenti a disposizione”.

“Siamo convinti  che per mettere a disposizione delle imprese strumenti, risorse e vantaggi occorra puntare sulla fiscalità di vantaggio – conclude  Segretario dell’Ugl Sicilia – perché i fondi strutturali da soli non bastano, aprendo un contenzioso con il governo nazionale per restituire alla Sicilia l’equità di accise  e tributi maturati nell’Isola in attuazione di una norma di rango costituzionale prevista nello Statuto autonomisti siciliano”.