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Coronavirus. Soddisfazione della Ugl per la norma nazionale che prevede la riapertura dei centri di riabilitazione

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Con il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile è prevista dal prossimo 4 maggio la riapertura delle attività sociali e socio-sanitarie, autorizzate o in convenzione, qualunque sia il loro carattere (socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario), per persone con disabilità.
Una notizia accolta con favore dalle segreterie regionali Sanità e Medici della Ugl, nonchè dal Dipartimento regionale politiche della disabilità della stessa organizzazione sindacale, che al presidente della Regione Nello Musumeci ed all’assessore alla Salute Ruggero Razza hanno già inviato una nota per chiedere l’adozione del provvedimento anche in Sicilia.
“Già la scorsa settimana dall’Unione territoriale di Catania della Ugl era stato lanciato un appello perchè ai disabili potessero essere nuovamente erogate le prestazioni riabilitative e terapeutiche, dopo lo stop di oltre un mese dovuto al necessario lockdown”  dicono Carmelo Urzì, Raffaele Lanteri, insieme al segretario dell’Unione regionale Giuseppe Messina.
Chiudere è stato giusto, considerata la delicatezza di questo genere di attività, ma adesso che il livello di contagio nella nostra isola è rallentato di molto e che anche il Comitato scientifico nazionale ha autorizzato la norma di riapertura, riteniamo indispensabile che la Regione adesso faccia la sua parte.
Un ulteriore stop, infatti, a nostro avviso potrebbe andare a rendere vano il percorso di riabilitazione che sino a marzo era stato effettuato dalle centinaia di utenti che il sistema siciliano supporta in modalità anche semi – residenziale, con conseguenze negative per il prosieguo delle loro capacità di mantenimento o recupero. Questo consentirebbe anche a migliaia di operatori, molti dei quali oggi soggetti all’applicazione degli ammortizzatori sociali, di riprendere servizio, ma anche alle famiglie di poter ricevere la giusta assistenza per i propri congiunti”.
£E’ chiaro – puntualizzano i sindacalisti – che l’auspicato riavvio deve camminare di pari passo con l’assunzione scrupolosa e massima delle misure di prevenzione all’interno degli stessi siti autorizzati, immaginando anche la programmazione di test sierologici e tamponi sia per i dipendenti che per i disabili che hanno estremo bisogno di questo genere di cure. Infine, chiediamo al Governo regionale l’impegno di sollecitare il Governo nazionale ad emettere un provvedimento analogo a quello emesso con il decreto “Cura Italia”, tale da consentire anche maggio la fruizione ai lavoratori di giornate aggiuntive di congedo in relazione alla legge 104 del 5 febbraio 1992. Sarebbe un’ulteriore boccata d’ossigeno per tantissimi lavoratori disabili, ma anche per tanti genitori con figli disabili, in previsione della riapertura dei centri di riabilitazione”.