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Coronavirus, Musumeci incontra i corpi intermedi.Messina (UGL): “Che sia il punto di partenza”

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“La crisi è nazionale e non può riguardare solo alcuni territori.

Deve essere questo il punto di partenza per affrontare la crisi sanitaria ed economica conseguenza dell’emergenza Covid-19”.
A dichiararlo Giuseppe Messina, Segretario Ugl Sicilia, a margine dell’incontro a Palazzo D’ Orleans sull’emergenza Coronavirus tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, gli assessori Gaetano Armao, Ruggero Razza, Manlio Messina, Antonio Scavone ed Edy Bandiera e le organizzazioni sindacali e datoriali, al quale ha partecipato in delegazione con Vita Fiorino, Segretario regionale della Federazione Terziario sull’emergenza Coronavirus.
“In linea con quanto  dichiarato dal Segretario Generale, Paolo Capone in una intervista delle scorse ore,  chiediamo  –  aggiunge – che il governo regionale si faccia carico di sostenere nelle prossime ore a Roma al tavolo nazionale, a favore di imprese e lavoratori siciliani, misure di sostegno al superamento di questa fase di crisi che potrebbe protrarsi ben oltre i quattro o sei mesi, attraverso l’estensione di provvedimenti come il superamento del codice appalti e l’avvio di procedure di emergenza, la moratoria delle direttive europee che impediscono aiuti di stato”.
“Chiediamo maggiori controlli presso le strutture portuali e aeroportuali – conclude Messina – la sanificazione dei mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale a partire dalla Partecipata della Regione Siciliana, la dotazione dei dispositivi di protezione individuale nei locali dei comuni, delle aree metropolitane e degli uffici regionali, oltre che di scuole e università, presso le strutture ospedaliere e.del servizio emergenza-urgenza 118, l’aggiornamento del Dvr e del Duvri garantendo in tutti i luoghi la corretta e precisa informazione, lo smart working dove possibile.
Ugl ha consegnato nelle mani del Governatore siciliano al termine dell’incontro  un documento redatto con contributo di tutti i Segretari territoriali delle nove ex province”.