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Capaci. Messina (Ugl): “A 28 anni dalla strage prosegue impegno civico”

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“Come tutte le cose umane, anche la mafia ha un inizio e avrà una fine…”, disse Giovanni Falcone in una famosa intervista. La fine della mafia è ciò che vuole la società civile. Il ricordo della strage di Capaci e il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta gli uomini della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro devono continuare a rimanere impressi nella memoria di tutto il Paese. A 28 anni dalla strage di Capaci, ricordiamo oggi il coraggio di Giovanni Falcone che ha speso la propria vita per difendere la società dalla criminalità mafiosa. Il sacrificio di un servitore dello Stato che va alimentato non solo dalla memoria ma anche, quotidianamente, attraverso l’agire alla luce del sole, con trasparenza, nella legalità, a difesa dei valori civili e democratici, segnalando ogni potenziale insinuazione criminale”.
Così Giuseppe Messina, segretario Ugl Sicilia.
“Quelli lasciati da Giovanni Falcone sono valori sopravvissuti dopo la morte – prosegue Messina – e alimentati dalle tante persone oneste che hanno fatto crescere il senso del dovere e dell’impegno nel contrastare ogni forma criminale e mafiosa. Una ricorrenza che non è e non può essere solo un ricordo – sottolinea il sindacalista – ma una tappa importante di riflessione sull’azione quotidiana diretta ad isolare nel lavoro e nella vita comune ogni atteggiamento riconducibile al metodo criminale e mafioso. Come organizzazione sindacale – evidenzia il segretario Ugl Sicilia – portiamo avanti da 70 anni l’impegno in tutti i luoghi di lavoro al rispetto delle leggi, delle regole ed al contrasto di ogni forma di illegalità. Non bisogna abbassare la guardia – conclude Messina – con Falcone nasce una nuova cultura di contrasto  alla mafia, con il suo sacrificio nasce una nuova coscienza civile, una straordinaria consapevolezza collettiva che ogni forma criminale va contrastata con la cultura della legalità senza tempo e senza confini”.