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25 novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

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Editoriale di Giuseppe Messina

E’ passato tanto tempo da quando il 25 novembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne ma, purtroppo, gli episodi di violenza nei confronti delle donne occupano ancora le prime pagine della cronaca, con frequenza preoccupante. Il fenomeno rimane di proporzioni enormi, dalle violenze domestiche allo stalking, dallo dallo stupro all’insulto verbale o alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro. I femminicidi sono cresciuti del 5,6 per cento con 149 donne in Italia vittime di omicidi volontari nel 2016, mentre dall’inizio del 2017 sono  114, nel 56 per cento dei casi l’assassino è il partner.
La data del 25 novembre non è casuale, perché fu in quel giorno, nel 1960, che Patria, Minerva e Maria Mirabal, nome in codice Mariposas (le Farfalle) furono catturate, torturate e uccise da agenti del servizio di informazione militare del regime di Rafael Leònidas Trujillo, il dittatore che per oltre 30 anni governò la Repubblica Dominicana come un padrone assoluto, causando, in quel periodo, oltre 50mila morti tra i suoi oppositori.
Le istituzioni a tutti i livelli hanno il dovere di fare molto di più per prevenire potenziali violenze. Dal report “Senza Parole”, realizzato dall’Ugl sulla distribuzione delle risorse finanziarie del Piano straordinario contro la violenza sulle donne è emerso che la ripartizione dei fondi per i Centri antiviolenza ed i Centri Rifugio messo in campo dal governo centrale segue un criterio ‘puramente matematico’ penalizzando in particolare le Regioni del Sud, come ha sottolineato Ornella Petillo, Segretario Confederale Ugl, carenti di strutture di accoglienza e di prevenzione della violenza di genere e che hanno manifestato negli anni 2010/2014 il più alto rischio di femminicidio.
La violenza sulle donne si combatte anche con il lavoro perché la dipendenza economica, causata dalla disoccupazione o dalla sotto-occupazione, rende le donne più fragili ha dichiarato il Segretario Generale dell’Ugl, Paolo Capone firmando l’Editoriale sul quotidiano “La Metà Serale”.
Il Segretario Generale Ugl ha sottolineato come la persistente problematica dei differenziali salariali fa si’ che a parità di impiego le donne guadagnino meno degli uomini, il cosiddetto “soffitto do cristallo” che tiene le donne lontane dalle posizioni apicali.
Per Capone quello che va spezzato è il nesso tra violenza e lavoro inadeguato o mancanza di occupazione, il tasso di occupazione femminile del 49,1 a fronte di un tasso maschile del 67,1 per cento pone l’Italia al penultimo posto (davanti la Grecia) per occupazione delle donne (dati Eurostat).
Per Giuseppe Messina, Segretario Reggente Ugl Sicilia, le molestie sessuali nei luoghi di lavoro vanno denunciate senza paura e senza alcun pregiudizio. Esiste nel pubblico impiego regionale un modello positivo che tutela il molestato e lo aiuta a venirne fuori come è emerso partecipando ieri, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, alla “2^ GIORNATA INFORMATIVA SULLE MOLESTIE SESSUALI NEI LUOGHI DI LAVORO”, presso la Sala Conferenze del Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica e del Personale. La giornata informativa, rivolta ai lavoratori del Dipartimento, è stata organizzata dal Consigliere di Fiducia nella lotta ed il contrasto alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro dott. Tommaso Gioietta, nonché Psicologo dello Sportello d’Ascolto per il benessere e la valorizzazione del potenziale dei lavoratori della P.A. e Vicepresidente del CUG della Regione Siciliana. L’evento ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia ed ha ospitato la mostra fotografica “Cronache silenziose” di Gioacchino Turdo ed ha registrato gli interventi di professionisti che a vario titolo si occupano di violenza e di discriminazioni, fra cui la Presidente del CUG – Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, il benessere di chi lavora e contro le discriminazioni della Regione Siciliana- dott.ssa Giuseppina Ida Elena Giuffrida, la dott.ssa Giusy Chirco dell’Associazione Le Onde Onlus, associazione di sole donne che da tantissimi anni si occupa di violenza sulle donne e la dott.ssa Viviana Di Giovanni nonché cintura nera 2° Don Toshiba Jitsu e Judo che tiene dei corsi di difesa personale per le donne.
Come sindacato rafforzeremo l’impegno in tale direzione per contribuire a divulgare la cultura della denuncia per la salvaguardia del benessere del lavoratore.