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Ugl Rider: “Noi maggiormente rappresentativi dei Rider Italiani”

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“Abbiamo letto la singolare decisione del Giudice del Lavoro di Bologna che, sulla base di mere deduzioni e soprattutto in assenza di elementi oggettivi e comprovati, è intervenuto contro il CCNL firmato il 15 Settembre 2020 tra AssoDelivery e UGL Rider, ravvisandone la disapplicazione per i Rider di Bologna”.  Questo il commento di Vincenzo Abbrescia, Segretario Nazionale UGL Rider.
“Se il giudizio fosse stato approfondito, il Giudice avrebbe agevolmente rilevato che la UGL è l’organizzazione sindacale più rappresentativa del settore Food Delivery in Italia ed è l’unica ad aver firmato il Contratto Collettivo Nazionale per i Rider, non solo conformemente alla legge 128 del 2019, ma soprattutto recependo l’istanza di migliaia di Rider di vedersi riconoscere un contratto nazionale di riferimento e non essere relegati nell’ambito di contratti quali la logistica, cooperative o multiservizi. Peraltro – prosegue Abbrescia – è singolare che la decisione del Tribunale di Bologna, metta in discussione la rappresentatività della UGL ma paradossalmente non spiega come quest’ultima sia stata calcolata. Sorprende, inoltre, che la UGL Rider, seppure più volte menzionata nel provvedimento del Giudice, non sia stata ascoltata e soprattutto non siano stati ascoltati quelli che la UGL riconosce come “i veri rider” e non le comparse televisive, che adulterano la realtà e l’articolato mondo del Rider.
Il CCNL Rider – rileva Abbrescia – è oggi l’unico contratto collettivo esistente nel settore del food delivery che regola il lavoro di oltre 30 mila rider che grazie a questo accordo, il primo in Europa, hanno accesso a importanti tutele come il minimo orario, indennità integrative, incentivi, sistemi premiali, dotazioni di sicurezza, assicurazioni per gli infortuni e per i danni contro terzi, formazione e molte altre tutele e diritti nell’ambito del lavoro autonomo. Noi siamo riusciti a dare dignità e legalità a questo lavoro attraverso un negoziato molto duro e complesso con AssoDelivery, l’organizzazione che rappresenta le piattaforme italiane di food delivery, e stiamo attualmente verificando e migliorando le condizioni contrattuali.
A tal punto, per quanto deciso dal Giudice e ove il provvedimento trovasse applicazione, a Bologna avremo una diversità di genere di Rider, che resteranno autonomi come previsto dalla stessa sentenza ma senza avere accesso alle tutele previste dal CCNL Rider. Avranno – conclude il sindacalista – un sistema di compensi che non premierà il merito e la responsabilità, non essendo chiaro come dovrà essere strutturato, perdendo, allo stesso tempo, una serie di tutele e di diritti che il CCNL Assodelivery riconosce ai Rider in tutte le altre città in Italia. Ma è veramente quello che vogliono i Rider?”