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CONTRASTO POVERTÀ, PETILLO: “RISPOSTA DA TEMPO ATTESA SEPPUR PRIVA DI CONGRUE RISORSE”

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“L’Ugl reputa necessaria l’introduzione di uno strumento di contrasto alla povertà, alla luce delle tragiche conseguenze della crisi economica e di un Mezzogiorno largamente arretrato rispetto al resto d’Italia. Dunque la risposta del governo è quella che attendevamo seppur priva di congrue risorse”. Con queste parole il segretario confederale dell’Ugl, Ornella Petillo, è intervenuta nel corso dell’Audizione odierna presso il Senato della Repubblica sui disegni di legge n° 2494, 2241 e 2437 sul contrasto alla povertà e sul riordino delle prestazioni sociali. “Secondo la Banca d’Italia – spiega la sindacalista – servirebbero almeno dieci miliardi di euro per contrastare il fenomeno della povertà, mentre quanto previsto dal governo a decorrere dal 2017 è appena un decimo di tale somma. Rispetto alla versione originaria del disegno di legge presentato dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, l’Ugl aveva criticato alcuni aspetti, sui quali con grande senso di responsabilità è intervenuta la Camera dei Deputati nel corso dell’iter legislativo. Nello specifico si segnalano l’eliminazione di qualsiasi riferimento ad interventi di razionalizzazione in materia previdenziale, perché avrebbe portato conseguenze molto negative su una fascia importante di pensionati, in primis su coloro che percepiscono le cosiddette pensioni di reversibilità, e la soppressione del richiamo al concetto dell’universalismo selettivo, il quale avrebbe aperto la strada ad una ridefinizione unilaterale dei livelli essenziali delle prestazioni. La Camera  ha altresì recepito due richieste esplicite dell’Ugl: la garanzia che le risorse non impegnate nell’anno non possano essere utilizzate nell’esercizio successivo e la previsione di un coinvolgimento delle parti sociali sia a livello nazionale sia territoriale”. “Rimangono tuttavia – conclude Petillo – nodi strutturali a partire dalla capacità dei centri per l’impiego e degli altri servizi attivi sul territorio di intercettare la persona in stato di disagio sociale ed economico. Gli enti locali, come noto, soffrono più degli altri livelli di governo per l’assenza di risorse finanziarie e professionali, scenario che si riverbera negativamente sul cittadino debole”.