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Banche: nuove linee guida BCE rischiano di riaccendere crisi

Foto Fabio Ferrari / LaPresse09 01 2012 Torino, ItalianewsFoto Stock - BancheFoto Fabio Ferrari / LaPresse09 01 2012 Turin, ItalynewsStock Picture - Bank

“Le nuove indicazioni della BCE sui crediti   deteriorati e gli accantonamenti prudenziali, pubblicate il 4
ottobre, rischiano di innescare una nuova e gravissima fase recessiva che avrà’, inevitabilmente, il suo epicentro tra i  lavoratori e le loro famiglie, nelle piccole imprese e nelle   nostre eccellenze. Il Governo intervenga immediatamente per   fermare l’ennesima follia studiata dalla tecno-burocrazia di
Bruxelles”. E’ quanto afferma in una nota il segretario generale   dell’UGL, Paolo Capone, in merito alle integrazioni alle linee   guida del Meccanismo di Vigilanza Unico Europeo, pubblicate il 4
ottobre scorso, che impone nuove strette al sistema del credito.
“Un documento sbagliato nel metodo e nel merito, incoerente con  gli stessi indirizzi emersi nell’Ecofin del 17 giugno scorso, che   avrà’ come ricaduta immediata un ulteriore stretta al credito alle
famiglie e alle imprese, con effetti devastanti sulla nostra  fragilissima ripresa e sull’occupazione – aggiunge -lo scenario   che abbiamo davanti, se i nuovi indirizzi dovessero diventare   operativi, e’ quello di una violenta crisi finanziaria delle   Banche, una riduzione degli investimenti da parte delle imprese e
una forte contrazione dei consumi. Questo significherebbe: altre   imprese costrette ad abbassare le saracinesche, nuovi   licenziamenti e le nostre eccellenze esposte all’aggressione degli  investitori esteri. Semmai ce ne fosse bisogno, e’ l’ennesima circostanza che ci porta a dire che quest’Europa non ci piace e
rappresenta un ostacolo all’uscita dalla crisi”.
Capone fa, quindi, un appello al Governo: “Gentiloni e Padoan   intervengano immediatamente per fermare questa follia. Dopo tanti   annunci sul rinnovato peso dell’Italia, dimostrino con i fatti, e non solo a parole, che il nostro Paese conta qualcosa sugli indirizzi economici. Siamo sindacalisti e difendiamo i lavoratori, ma di fronte alle nuove norme pubblicate, evidentemente sbagliate  e pro-cicliche, chiediamo che gli autori del documento siano   immediatamente licenziati, in coerenza con gli indirizzi sulla produttività così cari ai vari organismi europei”.