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TEATRO “STABILE” CATANIA, MUSUMECI (UGL) AI PARLAMENTARI CATANESI: “CHIEDERE AL MINISTRO FRANCESCHINI LA NOMINA DI UN COMMISSARIO PER SALVARE L’ENTE”

GIOVANNI MUSUMECIPer salvare il teatro “Stabile” di Catania dal fallimento occorre inviare subito un commissario. E’ questa la soluzione estrema che ha proposto ieri a margine dell’assemblea dei lavoratori dell’ente teatrale, alla quale hanno preso parte anche le organizzazioni sindacali, il segretario generale della Ugl etnea Giovanni Musumeci che questa mattina ha inviato un accorato appello sia al segretario generale del sindacato Francesco Paolo Capone, al segretario nazionale della federazione “Comunicazioni e spettacolo” Ermenegildo Rossi, al già segretario generale Ugl ed attuale vice presidente della commissione “Lavoro pubblico e provato” della Camera dei deputati Renata Polverini, che ai parlamentari nazionali eletti in provincia di Catania. Nella nota Musumeci fa presente come ormai la situazione è divenuta insostenibile anche a causa della crescente litigiosità tra i soci e tra i componenti del consiglio di amministrazione dello stesso ente teatrale, oltre alle ormai note vicissitudini di bilancio che stanno continuando a mantenere una condizione di assoluto blocco totale delle attività dell’intera struttura a partire dal mancato versamento degli stipendi ai lavoratori che si protrae da ben sei mesi. “Lo storico “Stabile” è un fiore all’occhiello nell’ambito del panorama artistico e culturale nazionale e siamo fermamente convinti che debba necessariamente essere salvato – afferma il segretario territoriale Musumeci. Per questo, insieme a Cgil, Cisl e Uil, crediamo sia giunto il tempo di affidare l’ente nelle mani di un commissario governativo nominato dal Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo. Auspichiamo dunque l’intervento dei nostri vertici sindacali e dei rappresentanti catanesi al parlamento affinchè possano stimolare le istituzioni nazionali preposte per un immediato ed incisivo intervento così da garantire la sopravvivenza di quest’importante teatro.”