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I segretari generali territoriali di Cgil – Cisl – Ugl intervengono sulla vertenza Cipi: “Bene Ministero e Regione, l’azienda adesso rispetti le proposte delle Istituzioni e dei lavoratori ritirando la procedura di licenziamento.”

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“Esprimiamo apprezzamento per la posizione assunta dal Ministero dello sviluppo economico e dalla Regione siciliana durante il tavolo ministeriale di confronto sulla vertenza Cipi, che si è tenuto mercoledì scorso a Roma. Non possiamo che condannare l’atteggiamento dell’azienda che non ha assolutamente valutato la proposta di riorganizzazione del lavoro formulata dai lavoratori e la volontà, espressa dalle istituzioni, di sostenere il mantenimento dello stabilimento produttivo catanese che la stessa società intende chiudere licenziando i 50 dipendenti attualmente in organico. Siamo fortemente rammaricati nel registrare una ostinata ed incomprensibile decisione da parte della famiglia Circo che, oltre a penalizzare e mortificare i lavoratori catanesi, offende il territorio e le istituzioni locali. Cosa più assurda è che tutto ciò sta avvenendo in un periodo in cui la Cipi vanta numerose commesse che sta dirottando fuori Sicilia in altri stabilimenti. Sarebbe interessante comprendere come mai l’azienda sia passata, repentinamente, a posizioni oltranziste che non lasciano ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali alcuno spazio di mediazione sull’impiego di ammortizzatori sociali ed interventi che abbatterebbero il costo del lavoro, mentre prima imputava all’assenza di aiuti la scelta di abbandonare Catania e di comprare prodotti semilavorati all’estero. Ci auguriamo che, già in previsione dell’incontro in sede regionale previsto per il prossimo 21 marzo a Catania, la proprietà riveda la posizione intransigente assunta per ritirare la procedura avviata e far partire le azioni necessarie a garantire un ritorno alla produzione e la difesa dei livelli occupazionali. A perdere in questa vicenda non sarebbero solo i 50 lavoratori (oltre quelli dell’indotto) che verrebbero buttati sul lastrico con pochissime possibilità di reimpiego, ma bensì anche l’intera comunità che perderebbe, poiché si commetterebbe un abuso imprenditoriale che la città non merita.” Lo dichiarano i segretari generali territoriali di Cgil, Cisl e Ugl rispettivamente Giacomo Rota, Maurizio Attanasio e Giovanni Musumeci.