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Femminicidio. Le riflessioni dell’Ugl Ragusa

gianna-di-martino

“Non si ferma  la piaga  sociale del femminicidio che uccide una donna ogni 72 ore, che dall’inizio dell’anno ad oggi , ha già visto 106 donne assassinate per mano di uomini che dicevano di amarle! ‘E’ gravissimo che ancora oggi  25 novembre, nella  ricorrenza della giornata internazionale contro la violenza sulle donne , si parla ancora di questo incessante fenomeno  che sta  minando la sfera dei diritti umani e sociali e che non fa differenze di status sociali.  Nell’80% dei casi la  vittima conosce il suo assassino ed è in crescita la violenza assistita da figli minori .Il 35% delle donne nel mondo ha subito almeno una volta nella vita una forma di violenza.    Occorre rafforzare la legge n.119/del 2013 , inasprire ancora di più le pene e applicarla in tutte le sue parti; occorre correlare ad essa altre norme efficaci ed accellerare al contempo le procedure processuali  e giudiziarie in merito, perche altrimenti si rischia di lasciare “da sola” per troppo lungo tempo, la donna vittima che decide di denunciare il suo carnefice. Grazie anche all’azione del sindacato  UGL oggi le donne vittime che denunciano, possono finalmente usufruire del “congedo indennizzato” erogato dall’Inps ,per almeno i primi 3 mesi di indispensabile allontanamento  dal lavoro e spesso dalla propria città” –   Interviene così la Segretaria provinciale UTL UGL Ragusa, Gianna Dimartino, che insieme al Gruppo donne dell’ufficio prov.le Pari opportunità UGL Ragusa, tiene alta la guardia per il contrasto della violenza sulle donne anche nei posti di lavoro, dove si registrano violenze  psicologiche e di mobbing, mancata chance di carriera professionale, divario retributivo di genere . in Sicilia la disoccupazione femminile si attesta al 25%  e  quella giovanile intorno al 52%; le difficolta’ generali e la carenza di servizi hanno portato per tantissime donne  perdita di posti di lavoro. A ciò si sono aggiunte le nuove regole fallimentari sulle assunzioni del recente Jobs Act, che cancellano l’art.18, che di fatto legittimano la precarietà permanente e la facilità al licenziamento. Indispensabile la piena attuazione dei Comitati Unici di Garanzia, sia nelle aziende pubbliche che private, affinchè si possano eliminare le discriminazioni di genere e  realizzare concrete azioni positive di conciliazione per le donne lavoratrici”.

La Ugl sostiene una rivoluzione culturale che deve educare  igiovani e la società tutta alla rispetto della donna e al rispetto della diversità tra i sessi , e attivare al contempo  azioni di Conciliazione e di aiuti reali alle donne e alle famiglie, come sgravi fiscali,quoziente familiare,sostegni per la maternità,anzianità e disabilità, maggiori servizi primari (asili nido, mense scolastiche, strutture ricreative per ragazzi, trasporti pubblici, flessibilità oraria) e rimodulazione dei tempi delle città.