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Confindustria Siracusa. Galitoto (Ugl): Oggi bisogna andare in altre direzioni

Iantonio-galioto-ugl-siracusal segretario della UTL di Siracusa, Antonio Galioto, ha partecipato a quanto è stato presentato  da Confindustria Siracusa, in occasione della presentazione del Rapporto di Sostenibilità  redatto dal Polo industriale. Il tema, si è detto, è di rilevanza strategica nazionale.

È  intervenuta con un lungo messaggio la Sottosegretaria di Stato alla Transizione Ecologica  Vannia Gava che sostiene che non ci si può sottrarre  al grido di allarme di questo settore e  che intende avviare un dialogo con il polo industriale siracusano.

Questo è quanto ha dichiarato il Segretario responsabile  della UGL di Siracusa, Antonio Galioto.

“Oggi bisogna andare in altre  direzioni a causa della pandemia, con fatti concreti che vanno oltre – dichiara  il Segretario responsabile  della UGL di Siracusa, Antonio Galioto a margine dell’incontro –  occorre trovare tutte le  soluzioni per dare un futuro al polo industriale, non bastano i buoni propositi.

Se il polo  industriale è strategico per il nostro Paese perché è al centro della catena di fornitura  energetica nazionale per il know-how tecnologico e l’enorme valore del capitale umano, per il posizionamento strategico al centro del Mediterraneo, insostituibile ponte con i paesi dell’area  MENA a cui sempre di più dovremo guardare in una logica centrata sul Mediterraneo.

Serve  una visione comune ed un’assunzione di responsabilità conseguente e congiunta di governo  nazionale, di governo regionale, forze produttive e parti sociali in cui ciascuno svolge la sua  parte. In pratica saper fare squadra, cosa che fino ad oggi non è stato così, basti pensare a  che fine ha fatto l’accordo di programma sulla chimica”.

“Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – aggiunge Galioto –  non può richiamare a nostro avviso semplicemente nel richiamare il Governo  Nazionale perché deve sapere che non basta  avere colloqui con il ministro, secondo il nostro modesto parere bisogna chiedere un incontro per  mettere in atto tutti i programmi di sostenibilità progettuale, impegni precisi su come fare  sistema ed investimenti ingenti per rilanciare l’industria. Se così non fosse rischiamo di perdere  una grande opportunità. Non basta sottoscrivere patti etico-ambientale-occupazionale per la  riconversione e il rilancio del polo petrolchimico, A fronte di questo, lo Stato è risultato assente.

Oggi possiamo approfittare del fatto che la Comunità Europea ha indicato come vie prioritarie  per impegnare le risorse europee, i temi dell’ambiente e del lavoro. Sappiamo che queste  risorse ci sono e dunque è il momento giusto per rilanciare il nostro territorio. Attraverso il Piano  nazionale di Ripresa e Resilienza o con il bilancio dello Stato, chiediamo un intervento sulle  industrie che hanno già pronti progetti di riqualificazione, di transizione ecologica ed energetica”.

“Il Governo nazionale e quello regionale – spiega Galioto –  devono avere la sensibilità di capire che è necessario  investire adesso nelle zone industriali, nei siti contaminati di interesse nazionale, si parla tanto  di riscaldamento globale. Anni fa ho ideato il Piano Energetico Ambientale, rifacendomi al  protocollo di Kioto, ma quando sono stato mandato via dall’ARS è stato messo da parte, così  come accaduto con il Piano di Risanamento Ambientale, con la Legge 23 sull’imprenditoria  femminile, energia, ricerca e innovazione. Da parte della Regione Siciliana c’è un silenzio  colpevole da parte non tanto meno dello Stato, che ha le risorse e fa finta di non sapere che  ogni anno la Sicilia versa 40 miliardi di euro di prelievo fiscale, 16 miliardi solo dalla provincia di  Siracusa, dei quali non ritorna indietro nulla”.

“La classe politica – conclude il sindacalista – è chiamata a svolgere fino in fondo il proprio compito nelle sedi competenti  con senso di responsabilità di tutelate il territorio, imprese, lavoratori e cittadini. Ognuno di noi è  chiamato alle proprie responsabilità per dare un futuro certo per i giovani e le nuova  generazione”.