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Caporalato. Intervento dell’Ugl Ragusa

DI MARTINO

“I gravi incidenti mortali di questi giorni accaduti in Puglia, ci impongono di alzare ancora di più la guardia  e potenziare la lotta al Caporalato, una piaga sociale senza precedenti, che va fermata con un’azione forte del Governo e di tutte le forze sociali. Una terribile situazione di “moderno  schiavismo”, generato dalle agromafie, che colpisce soprattutto donne e uomini immigrati, disposti a tutto per potere sopravvivere “- così interviene la Segretaria provinciale di Ugl Ragusa, Gianna Dimartino, e continua: “Il nostro sindacato  UGL,nel suo ruolo, da tempo vigila e  collabora con le Istituzioni e la Prefettura, così come previsto dal “Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo  in agricoltura” sottoscritto lo scorso anno col Ministero dell’interno. Siamo convinti che la Legge 199/2016 va potenziata e va applicata nella sua interezza, perché oltre alla parte repressiva ,vanno applicate anche azioni positive, come la “Rete del lavoro agricolo di qualità” e le sue sezioni territoriali, che sono volte a prevenire tali fenomeni e a prevedere collocamento e trasporto legale per le imprese e per i lavoratori agricoli. Ma anche qui bisogna incentivare le aziende ad aderire a questa Rete, facilitare i contratti legali e stagionali, e prevedere   piani per l’accoglienza dei lavoratori stagionali”.

Sono almeno 430 mila i lavoratori – sia italiani che stranieri – vittime del caporalato, e circa 100 mila di loro vivono in condizione di grave sfruttamento e disagio abitativo (in capanne fatiscenti, container, casupole abbandonate, tende e spesso senza servizi igienici e riscaldamento, acqua corrente o elettricità).

Il fenomeno del caporalato, è favorito anche dalla presenza di organizzazioni criminali, ed  è comunque presente in tutta Italia in diverse forme, al nord per lo più la forza lavoro viene impiegata in fabbriche o nella lavorazione di carni, al sud invece viene sfruttata principalmente del lavoro agricolo. Quanto ai migranti irregolari vengono prevalentemente dall’Africa e rappresentano la più ampia sacca di sfruttamento di manodopera. Su questo sicuramente influisce la mancanza di permesso di soggiorno che non ne permette l’assunzione, ma, non basta esserne in possesso per essere davvero tutelati e rispettati. È il caso, per esempio, di un crescente numero di lavoratori provenienti da paesi europei come Romania e Bulgaria, «preferiti dai datori di lavoro che sfruttano il loro diritto – e regolare permesso – di circolare e lavorare liberamente nei paesi dell’Unione europea, senza incorrere nelle sanzioni previste per l’impiego di stranieri extracomunitari.

Purtroppo anche la provincia di Ragusa è intaccata da questo grave fenomeno, nonostante il costante impegno delle Forze dell’ordine e degli Ispettori del lavoro che giornalmente stanno presidiando il territorio ragusano, specie quello di Vittoria , Santa Croce Acate e Scicli,  rilevando tante irregolarità  e mettendo “sotto torchio” imprenditori compiacenti che fanno lavorare in nero decine e decine di  lavoratori sia locali che stranieri. Il caporalato pur essendo reato , è considerato da alcuni “conveniente e utile”, specialmente  nei contesti rurali isolati, e difficili, dove i caporali si sostituiscono a uffici di collocamento e hanno anche una loro “autorevolezza”e procurano subito un lavoro, seppure in nero e  sottopagato. Niente contratti regolari, la paga è di circa 2/3 euro l’ora ( fino a  12 ore giornaliere,  da cui vanno detratte 3 €/giorno per spese di “commissioni d’agenzia e trasporto che effettua lo stesso caporale, spesso c’è ricorso al cottimo, nonostante sia esplicitamente escluso dalle norme di settore, il ricatto, la sottrazione dei documenti, l’imposizione di alloggio e altri beni di prima necessità,la violenza e intimidazione. Le donne, prevalentemente  straniere, vengono pagate il 20-30% in meno degli uomini e sono soggette spesso a ricatti e abusi sessuali: la provincia  Ragusa, che ha il primato di essere la terza più grande in Europa per produzione di ortaggi, ha raggiunto pure il triste primato di avere registrato nei suoi ospedali,tra il 2016 e 2017,  uno spropositato numero dii aborti di sole donne rumene.

Conclude Gianna Dimartino-“ Come UGL auspichiamo che il Governo metta subito in campo urgenti provvedimenti e misure adeguate contro il caporalato e contro le agromafie,ripristinando la legalità e l’applicazione integrale delle leggi , e agisca anche sul livello sociale ed economico  rimodulando il concetto di mercato e di prezzi, tornando all’intermediazione tra offerta e domanda in mano pubblica, e favorendo un processo di economia   circolare ed inclusiva. Proponiamo infine  l’istituzione di un Numero Verde per raccogliere le denunce di sfruttamento economico, fisico e psicologico dei lavoratori “.