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Ugl-LeS Polizia di Stato. Scorte: bene “razionalizzare” ma senza “tagli” indiscriminati

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Ne parliamo con un esperto del settore Pasquale Guaglianone del direttivo nazionale Ugl-LeS (l’unica voce dell’Ugl nella Polizia di Stato).

D.: Segretario Guaglianone, il Ministero dell’Interno ha preannunciato di voler razionalizzare i servizi di scorta su tutto il territorio nazionale. Cosa ne pensa la Ugl-LeS?

R.:“Siamo sicuramente favorevoli alla preannunciata razionalizzazione dei dispositivi di scorta attualmente in vigore sul territorio nazionale. A questo proposito, voglio ricordare che oggi ci troviamo in un contesto socio-politico profondamente mutato rispetto a qualche decennio fa, quando lo Stato ha dovuto necessariamente proteggere molte personalità giudicate ad alto rischio. Ora, in effetti, questo provvedimento ben si colloca una revisione dei criteri di assegnazione delle scorte nell’ottica di ottimizzare le risorse economiche ed umane attualmente messe a disposizione delle personalità protette.”.

D.: Secondo lei, il mutamento delle condizioni che lei ha ricordato, porta a ragionare sulla riduzione delle scorte?

R.: “Quando si parla di “scorte” molta confusione viene generata da discorsi qualunquisti di chi grida allo scandalo ed alla necessità di tagliare le spese di quello che a molti cittadini sembra essere un assurdo privilegio. Da un lato è vero che un servizio di scorta comporti un impiego di risorse sia in termini di personale impegnato che di vetture impiegate non indifferente, con i costi che ne conseguono, tuttavia, è altrettanto ovvio che i non addetti ai lavori non sappiano nemmeno la differenza tra un’auto in servizio di scorta ed una cosiddetta “auto blu””.

D.: Come non ricordare l’altissimo tributo di sangue costato a questo Paese dagli anni del terrorismo in poi?

R.: “Infatti, tutti dovremmo ricordare l’alto prezzo pagato dalle forze dell’ordine in termini di vite umane proprio per proteggere le personalità destinatarie di protezione. E’ proprio grazie a questi uomini se oggi nel Paese viene garantita la legalità nel senso più alto del termine e benché il numero delle persone sottoposte a protezione in Italia sembra spropositato in confronto agli altri Paesi del mondo, non possiamo che evidenziare che la storia recente della nostra Repubblica è ricca di tragici eventi”.

D.: Vuole ricordare di che numeri stiamo parlando?

R.: “Le scorte oggi autorizzate impiegano complessivamente 2.072 unità delle forze dell’ordine: si tratta di 910 poliziotti; 776 carabinieri; 290 finanzieri e 96 operatori della Polizia Penitenziaria”.

D.: Segretario Guaglianone, torniamo alla razionalizzazione. Secondo lei, come si dovrebbe strutturare la razionalizzazione annunciata dal Governo?

R.: “Se di razionalizzazione dobbiamo parlare, non possiamo che iniziare dal ruolo dei finanzieri: la Guardia di Finanza, istituita per ben altri compiti, a nostro parere, potrebbe certamente impegnare questa aliquota di personale per combattere i reati finanziari o il diffuso abusivismo, tanto per citare alcune emergenze italiane, e lasciare il compito delle protezioni agli altri corpi dello Stato”.

D.: Non tutti sanno cosa è un dispositivo cosiddetto di terzo livello. Ce lo vuole spiegare?

R.: “Certamente. Per la protezione di molti magistrati, per esempio, è assegnato un solo uomo delle forze dell’ordine il quale si trova costretto a collaborare con autisti giudiziari (cioè personale civile) che di tecniche operative e di scorte ne sanno ben poco…! Questo livello di protezione è il cosiddetto “terzo livello”. Ebbene, questo livello necessita di essere razionalizzato urgentemente. Infatti, riteniamo che sia giunta l’ora per la politica di prendere decisioni, in un senso o nell’altro, o per garantire l’adeguata protezione agli attuali destinatari di tali misure di sicurezza o stabilire che, gli stessi, non necessitano di alcuna protezione. Una scorta non può essere considerata uno sfoggio di potere, uno status symbol. Se la scorta deve essere mantenuta è solo perché il soggetto deve essere effettivamente ed oggettivamente bisognevole di essere scortato dallo Stato. Altrimenti, se deve essere soltanto una ostentazione, un esercizio di esibizionismo da parte di chi non ne ha più la necessità, essa deve revocata per consentire il potenziamento della protezione di chi effettivamente risulta in pericolo.

D.: La Ugl-LeS, che posizione prenderà?

R.: “Ugl-LeS si schiera apertamente a favore della revisione dei servizi di scorta e della verifica delle reali condizioni di rischio delle personalità da proteggere. Al termine però, auspichiamo che i servizi rimanenti vengano effettuati dotando i poliziotti di tutti gli strumenti necessari per effettuare il servizio di scorta in maniera ottimale ed in piena sicurezza, ad iniziare dai mezzi che molte volte risultano essere inefficienti ed obsoleti. Vorrei concludere affermando con chiarezza: Non si speculi sulla vita dei poliziotti, non si tagli sulla sicurezza né degli operatori nè delle personalità destinatarie dei servizi di protezione”.