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Ordine dei medici di Catania, Lanteri e Guglielmino (Ugl medici): “Bene le dimissioni di Buscema, suo mandato tra luci e ombre. No ai riciclati, i colleghi valutino bene le candidature.”

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Sulle recenti vicende che hanno visto protagonista l’ordine dei medici di Catania, intervengono per la federazione di comparto della Ugl il segretario regionale Raffaele Lanteri ed il segretario provinciale Aurelio Guglielmino. “La bagarre degli ultimi giorni non può lasciarci indifferenti. I toni fin qui utilizzati certamente non ci appaiono consoni a quello che sono gli standard di una categoria come la nostra che, non dimentichiamo, ha come sua mission la cura del prossimo. Dovremmo ricordare un po’ meglio il giuramento di Ippocrate quando ci rivolgiamo al collega e questo, purtroppo, a nostro modesto avviso non è avvenuto. Abbiamo trasformato il consiglio dell’ordine professionale in una formazione politica, in una segreteria, in un luogo di potere e non più in un organo di supporto verso i colleghi. Non possiamo che apprezzare il gesto dell’ex presidente Massimo Buscema che, rendendosi finalmente conto di non avere più il consenso dell’elettorato che lo ha eletto presidente, ha deciso di rassegnare le dimissioni ed a questo gesto di coerenza non possiamo che plaudire. Forse sarebbe stato giusto se lo avesse fatto quando gli è stato rimproverato di non essersi costituito parte civile dopo l’episodio dell’aggressione alla collega Serafina Strano. Probabilmente perché sul momento non ha compreso il ruolo simbolico che avrebbe avuto un atto del genere, marcando la vicinanza nei confronti della dottoressa Strano da parte di tutti i colleghi. Oggi abbiamo la prova che Buscema non è il male assoluto, ed ha dimostrato che nella vita si può anche rinunciare ad una poltrona comoda e prestigiosa come quella dell’ordine. Nel suo mandato non ha commesso solo sbagli, ma ha saputo condurre l’organizzazione in un determinato modo anche con l’aiuto dei consiglieri. Ci chiediamo allora – aggiungono Lanteri e Guglielmino – dove erano questi eletti quando venivano fatti gli errori? Per questo non possiamo affatto tollerare che quelli che sono stati i suoi compagni di viaggio, coloro che hanno condiviso un percorso giusto o sbagliato che sia, che di conseguenza sono corresponsabili degli errori, oggi si ripresentino quasi a volersi ricostruire una nuova verginità, prendendo addirittura le distanze da una gestione che loro stessi hanno condotto negli anni. Quanti sono i veri “dissidenti” e quanti sono, invece, coloro che in realtà stanno saltando giù dalla nave che affonda alla ricerca di una nuova vetrina? Facciamo un accorato appello, dunque, a tutti i colleghi perché possano valutare bene i candidati e chiedere il perché si stanno candidando. Non ci piacciono i riciclati – tuonano i due sindacalisti. L’ordine non è un partito politico, né tanto meno un posto di potere. E’ un luogo di incontro, dove vanno risolte le problematiche dei colleghi e il presidente è un collega al quale esporre criticità, fornire consigli e proposte. Speriamo che tutto ciò sia chiaro e che in occasione della formazione del nuovo consiglio prevalga il buonsenso. L’ordine non va salvato, va recuperato!”