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LAVORATORI DEI SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI DEL COMUNE DI CATANIA SENZA STIPENDIO DA OTTOBRE, URZÌ (UGL): “PREOCCUPATI ED ALLARMATI. PREFETTO E COMUNE INTERVENGANO PRESTO.”

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“Siamo fortemente preoccupati ed allarmati per la situazione in cui si trovano i lavoratori, delle cooperative e delle associazioni che hanno in affidamento i servizi socio-assistenziali per conto del Comune di Catania, che non ricevono lo stipendio dallo scorso mese di Ottobre. Ci uniamo alla loro legittima protesta chiedendo a gran voce al primo cittadino Enzo Bianco, all’assessore al bilancio Giuseppe Girlando ed all’assessore al welfare Angelo Villari, di trovare subito una soluzione che possa garantire un piano di rientro dell’enorme debito accumulato ad oggi con questi enti. Rivolgiamo anche un accorato appello al Prefetto di Catania, affinché intervenga sull’amministrazione cittadina per salvare numerosi posti di lavoro e consentire ai lavoratori di ritrovare la serenità che meritano, perché fino ad oggi nonostante le difficoltà non hanno mai pensato di abbandonare gli assistiti.” Lo dichiara Carmelo Urzì, segretario provinciale della federazione Ugl sanità che questa mattina ha avuto un colloquio con Salvatore Massimo Fazio, filosofo e consigliere del Coordinamento regionale per la tutela della salute mentale. “Tutte le realtà del settore con le quali ci confrontiamo lamentano questo stato di disagio. Come può un operatore, che deve dare aiuto ai suoi utenti, lavorare con tranquillità quando le rette, già misere rispetto al resto d’Italia, tardano ad arrivare da mesi costringendo gli enti assistenziali a non poter erogare gli stipendi? Comprendiamo che i comuni sono in crisi e molte volte falliscono – aggiunge Fazio – ma è pur vero che il servizio di assistenza deve continuare e chi vi lavora deve essere messo nelle condizioni di operare serenamente. Senza stipendi questo non può di certo accadere, il terrore sopraggiunge e non ci si deve di certo stupire se poi qualcuno di questi lavoratori giunge all’atto estremo, cedendo alla fragilità ed alla disperazione.” Intanto la Ugl ha inviato un messaggio di solidarietà ai dipendenti in stato di agitazione, annunciando che già dai prossimi giorni continuerà a seguire la vicenda finchè non verranno assunte le iniziative utili a tutela di chi ancora continua a consentire ai diversamente abili, ai disabili mentali, ai bambini in difficoltà ed agli anziani un necessario sostegno e soprattutto un sorriso seppur celato da mille paure. “Non si può giocare con la pelle delle persone, tutto questo non è più tollerabile e noi, come Ugl, combattiamo a fianco di questi lavoratori che chiedono di aver riconosciuto le loro spettanze – conclude Urzì.”