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Guaglianone (LeS Polizia di Stato): “Le Istituzioni dovrebbero sempre sapere da che parte stare”

pasquale-guaglianone-2-les-polizia-di-stato“E’ desolante, deprimente, mortificante, apprendere dalla stampa che personaggi di spicco della politica italiana non sappiano  ‘da che parte stare’ riguardo i terroristi italiani arrestati in Francia.

Alcune agenzie di stampa riportano le dichiarazioni rilasciate dal Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, On. Gianfranco Miccichè, nelle quali asserisce di aver fatto parte di un gruppo di simpatizzanti palermitani del movimento terroristico “Lotta Continua”, gruppo criminale responsabile di una delle pagine più buie della storia d’Italia. Il Presidente, pur “non volendo giustificare nessuno”, sottolinea che i criminali tratti in arresto “sono accusati di fatti avvenuti cinquant’anni fa”, aggiungendo che “il legame al Movimento non era un fatto di delinquenza, ma di ideali”.

L’On. Miccichè, avrebbe dichiarato di aver conosciuto l’ex dirigente di Potere Operaio Franco Piperno e di aver trascorso diversi giorni in sua compagnia a Parigi insieme a Lanfranco Pace, di conoscere bene l’ex leader di Lotta Continua Adriano Sofri, condannato a ventidue anni di carcere quale mandante, insieme a Giorgio Pietrostefani, dell’omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi, aggiungendo di avergli fatto visita in carcere dopo il suo arresto.

Il Presidente, stando a quanto riporta la stampa, si sarebbe “limitato” soltanto a criticare l’arresto dei terroristi, condannati comunque in via definitiva, in considerazione della loro età avanzata, ma ci domandiamo se lo stesso, che a quei tempi era “un ragazzino bello ed aitante”, abbia mai trovato il tempo per andare a far visita ai familiari del Commissario Calabresi e degli altri appartenenti alle forze dell’Ordine rimasti uccisi o feriti durante i numerosi attentati e tumulti di piazza.

Noi rispettiamo gli ideali di tutti, ma in qualità di cittadini e di rappresentanti sindacali di migliaia di poliziotti che ogni giorno indossano la divisa, consapevoli di aver scelto di rischiare la vita per difendere la democrazia, l’ordine e la sicurezza pubblica, non possiamo accettare che un illustre rappresentante delle Istituzioni, dimenticando il proprio ruolo, tenti di minimizzare i gravissimi fatti di sangue che hanno segnato in maniera indelebile la memoria dell’Italia intera.

Come spesso accade, i rappresentanti delle Istituzioni ricordano i sacrifici degli uomini e delle donne in divisa e dei loro familiari solamente in occasione delle formali ricorrenze, dimenticando poi di onorarne la memoria quando la Giustizia fa il proprio corso.

La società civile, le forze dell’ordine, la magistratura e la politica hanno pagato a caro prezzo la lotta contro il terrorismo e gli arresti operati in Francia meritano considerazioni molto più profonde rispetto ai semplici ricordi degli “ideali” e delle chiacchierate tra presunti intellettuali”.

A dichararlo è  il Segretario Generale Provinciale di Palermo, Pasquale Guaglianone.