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FUSIONE WIND-H3G, VITTI (UGL): “TUTELARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI E LE SEDI TERRITORIALI”

NINNI VITTI

“Prima di dare qualsiasi giudizio sulla fusione per noi restano prioritari il mantenimento dei livelli occupazionali e delle sedi territoriali. Su tali aspetti  invitiamo il governo a porre grande attenzione, considerati anche gli enormi interessi in gioco”.

Lo dichiara il componente della segreteria nazionale Ugl Telecomunicazioni, Antonio Vitti, in merito al confronto che si è svolto oggi all’Unindustria di Roma sulla fusione Wind-H3G e in attesa “del via libera all’operazione da parte della agenzia di Tlc in Italia, ancora restano margini di manovra per evitare che la fusione venga scaricata interamente sui lavoratori”.

“L’operazione – spiega il sindacalista – ha già ottenuto l’approvazione della Ue e dalle autorità di garanzia delle Tlc europee, che hanno concesso la cessione di alcuni asset molto importanti, quali la torre e le frequenze, al gestore francese Lliad, che in questo modo diventerebbe il più grande operatore di telefonia mobile in Italia”.

“La joint venture, che si chiamerà 3Italia, sarà difficilmente priva di rischi – sottolinea – poiché gli intenti del nuovo soggetto potrebbero prevedere  la razionalizzazione delle risorse per raggiungere una dimensione dell’organico ‘giustificabile’ e ‘più efficiente riducendo le sovrapposizioni organizzative e la distribuzione territoriale’. Non possiamo accettare altre odissee come quella degli ex dipendenti della rete H3G ceduti ad Ericcsson e oggi in balìa di procedure di licenziamento”.

“Ecco perché abbiamo chiesto al governo la massima attenzione e la massima tutela – ribadisce Vitti – per i 6136 dipendenti Wind  e i 2829 H3G, visto cheil nuovo ‘colosso’ di telefonia potrà contare su una più solida base finanziaria e su una platea di clienti enorme, pari a 21 milioni di Wind e 10 milioni di H3g”.