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Carceri, Siracusa, La Rocca – Bongiovanni (UGL): “stanchi di lavorare con pochi poliziotti e troppi detenuti; ecco perché partecipiamo alla manifestazione unitaria”

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La segreteria Provinciale di Siracusa dell’UGL Polizia Penitenziaria,unitamente alle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali Sappe, Osapp, Cisl Fns, Uil Penitenziari, Sinappe, Cnpp e Uspp, il 17 gennaio hanno manifestato davanti al Carcere di Siracusa al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e tutte le autorità, sulle difficili condizioni operative in cui sarebbero costretti a lavorare i poliziotti penitenziari del carcere di contrada Cavadonna.
Alla protesta era presente il Segretario Provinciale della Federazione Salvatore La Rocca, nonchè il
dirigente Nazionale Sebastiano Bongiovanni.

“Abbiamo deciso di manifestare – dichiara Salvatore La Rocca – perché non accettiamo la decisione, unilaterale, assunta dall’Amministrazione Penitenziaria di aprire un nuovo padiglione detentivo che dovrebbe ospitare circa 200 detenuti”.

“L’amministrazione penitenziaria – aggiunge La Rocca – per rendere operativo questo padiglione ha assegnato, in via provvisoria, solo 35 poliziotti penitenziari che, a quanto pare, dovrebbero gestire 200
detenuti; si tratta di una decisione assurda”. “Ma al danno si aggiunge la beffa – prosegue il sindacalista dell’UGL – perché ad oggi solo 31 poliziotti sarebbero stati distaccati, visto che sei, a quanto pare,
avrebbero già rinunciato”.

“Siamo stanchi di ricevere da parte dell’Amministrazione Penitenziaria le solite dichiarazioni di intenti – afferma il dirigente nazionale Federale dell’Ugl Polizia Penitenziaria Sebastiano Bongiovanni – è arrivato il momento di mettere in atto provvedimenti seri e alla portata dell’essere umano”. I poliziotti penitenziari – conclude Bongiovanni – hanno il diritto di lavorare in condizioni dignitose e il mantenimento dell’ordine e della sicurezza di un carcere, è condizione necessaria senza la quale
non è possibile garantire, secondo i principi costituzionali, il trattamento dei detenuti; in sostanza, l’una non esclude l’altra.”