Politica sui cookie

Zona economica speciale (Zes). Per Palermo una grande opportunità, UniCredit stanzia un plafond di 1 miliardo per la Sicilia

This picture taken on February 5, 2016 shows the Unicredit logo on the Unicredit Tower in Milan. The Milan stock market fell 3.49 percent on Thursday to close at 18.190 points, dragged down by plunging bank shares after investors failed to be convinced by a 'bad bank' deal between Italy and the EU. / AFP / GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

)

UniCredit mette a disposizione un plafond di 1 miliardo di euro a favore delle imprese che vogliono investire nelle Zes (Zona economica speciale)  della Sicilia.

E’ una notizia che vale la pena di divulgare.

L’argomento  assume una doppia valenza grazie all’iniziativa di UniCredit.

Dal  2018 il Governo regionale ha istituito una cabina di regia regionale con il compito di predisporre il piano di sviluppo e di individuare delle aree candidate alla inclusione nelle Zes in stretto raccordo con gli enti locali e le organizzazioni sindacali e datoriali.

Il  governo regionale  ha stabilito le linee guida per l’identificazione e la delimitazione della superficie disponibile definito in termini del  35%  per le Zes della Sicilia occidentale  e  del  65% alla Sicilia orientale.

La Zona economica speciale della Sicilia Occidentale vede incluse: le aree industriali di Aragona-Favara, Caltanissetta, Carini, Palermo-Brancaccio, Termini Imerese e Trapani, il porto di Palermo, il porto e il retroporto di Termini Imerese, la stazione Sampolo con il mercato ortofrutticolo di Palermo, la zona Palermo-Partanna Mondello, il porto di Trapani, l’aeroporto di Trapani-Birgi, i porti di Mazara del Vallo, Licata e Porto Empedocle con il suo retroporto e i retroporti di Mazara del Vallo e Marsala.

La Zona economica speciale della Sicilia Orientale comprende: le aree industriali di Gela, Paternò, Belpasso, Messina-Larderia, Villafranca Tirrena, Augusta-Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa, Milazzo-Giammoro, Enna, il porto di Catania con il retroporto, l’Asi, l’interporto e Mas, Tremestieri,  il retroporto di Milazzo, il porto di Augusta, l’aeroporto di Comiso, l’interporto di Melilli, il porto di Pozzallo con il suo retroporto, il porto di Messina e la zona della fiera.

“Le Zes – ha dichiarato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – che in altre nazioni hanno agito da forte volano di sviluppo, rappresentano una importante opportunità di investimento ed UniCredit, con il plafond di un miliardo di euro per le imprese che vogliono investire in Sicilia, conferma il forte e convinto sostegno all’iniziativa ed intende rafforzare il suo ruolo di banca di riferimento per tutte quelle iniziative imprenditoriali che possono fornire un contributo significativo alla crescita economica della Sicilia».

«Attraverso le Zes –  spiega  il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – puntiamo a creare finalmente nell’Isola un tessuto imprenditoriale forte, duraturo, competitivo e che possa rappresentare uno strumento di sviluppo e di crescita economica. Il sostegno di Unicredit in questa grande operazione di rilancio della nostra terra diventa senza dubbio fondamentale e strategico per rendere ancora più attraenti i nuovi investimenti e facilitare il percorso di chi deciderà di scommettere il proprio futuro qui da noi e con noi”.

“E’ una grande opportunità  – aggiunge Filippo Virzì ,  – Portavoce dell’Ugl di Palermo – in particolare per il capoluogo regionale, ci auguriamo che il regime fiscale agevolato quindi il credito d’imposta e le semplificazioni amministrative e doganali, attirino nuovi investimenti,  riteniamo apprezzabile quanto stanziato da UniCredit ossia un plafond da  1 miliardo di euro a favore delle imprese che vogliono investire nelle Zes della Sicilia, speriamo che tutti gli altri istituti bancari presenti sul territorio siciliano facciano analogamente,  noi puntiamo  in particolare  su  Carini, il porto di Palermo, il quartiere Brancaccio,  il porto e il retroporto di Termini Imerese, la stazione Sampolo, ed in particolare  il mercato ortofrutticolo di Palermo di cui ci siamo occupati nel passato con la borgata di  Partanna Mondello inclusa anch’essa nelle Zes,  che necessita di un forte intervento di riqualificazione e  di rilancio per via delle sue enormi potenzialità attrattive”.

“Rileviamo – puntualizza Franco Fasola, Segretario responsabile dell’Ugl di Palermo – un certo sbilanciamento percentuale nell’attribuzione quindi nell’identificazione e la delimitazione della superficie disponibile  in termini del  35%  per le Zes della Sicilia occidentale  e  del  65% alla Sicilia orientale, non ci appare un dato equilibrato”.

Gli fa eco concludendo Eduardo Marchiano   per conto dell’Associazione Aiace –  “Già l’anno scorso avevamo apprezzato la scelta del Governo Musumeci, di avere approvato le Zone Economiche Speciali (Zes), istituendo una cabina di regia regionale con il compito di predisporre il piano di sviluppo e di individuare delle aree candidate alla inclusione nelle Zes in stretto raccordo con gli enti locali e le organizzazioni sindacali e datoriali.
In special modo  la zona industriale di Partanna Mondello facendo parte delle Zes potrebbe allettare qualche investitore, noi speriamo che accada, ci siamo da anni occupati di Partanna Mondello viste anche le lotte di tanti cittadini, associazioni come Aiace, Comitati, Residenti e Istituzioni, per salvaguardare e tutelare dalla demolizione e dalle speculazioni edilizie, i capannoni dell’ex Cotonificio Siciliano. Anzichè consumo di suolo e costruzione di appartamenti camuffati in alloggi,  puntiamo sulla riqualificazione dell’ ex Opificio e dell’ex azienda vinicola di via Sofocle, per dare anche lavoro ai tanti disoccupati del territorio”.