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Vertenza Cipi, scatta l’agitazione dei lavoratori. Cgil, Cisl, e Ugl: “Vicenda incomprensibile. Bloccheremo l’ennesimo tentativo di delocalizzazione.”

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Sindacati sul piede di guerra nella vertenza che di recente è scoppiata all’interno della Cipi, azienda catanese leader mondiale nel settore della produzione dei gadgets da circa cinquant’anni. I rappresentanti lavoratori, infatti, nella giornata di ieri al termine di una riunione hanno annunciato lo stato di agitazione e hanno contemporaneamente richiesto un incontro urgente alla proprietà per chiedere il ritiro della procedura di licenziamento collettivo avviata lo scorso 12 gennaio. “E’ una vicenda incomprensibile, perchè ci sembra paradossale che un’azienda in piena salute, radicata da decenni nella nostra zona industriale, che ha portato nel mondo il nome della nostra città con un marchio di qualità, dando lavoro a cinquanta dipendenti oltre agli impiegati dell’indotto – spiegano Giuseppe Patanè di Slc Cgil, Antonio D’Amico di Fistel Cisl e Carmelo Giuffrida di Ugl chimici, insieme ai segretari confederali Rosario Portale della Cisl e Bernardo Cammarata della Ugl. Temiamo che, dietro questo procedimento, ci sia la volontà dell’azienda di delocalizzare la produzione altrove per abbattere i costi. Un ennesimo tentativo, quello che si vuole operare ai danni dei lavoratori catanesi, operato da un’impresa che per anni ha usufruito delle agevolazioni statali per gli investimenti e degli sgravi contributivi per le risorse umane assunte. Come se non bastasse, ciò avviene in un momento in cui l’occupazione è una gravissima piaga del nostro territorio e si sta compiendo ogni sforzo per far rinascere la stessa zona industriale. Per questo – concludono i sindacalisti – già nei prossimi giorni attiveremo ogni iniziativa utile ad evitare il peggio, affinchè quest’ennesima ingiustizia ai danni di chi lavora venga sventata e la Cipi possa continuare a produrre a Catania.”