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Un grido di dolore dall’UGL. Quando questi uomini-belve comprenderanno che le donne non sono un loro titolo di proprietà?

femminicidio

Uccisa dal fidanzato, su Facebook aveva scritto un post contro la violenza sulle donne.

Alessandra Immacolata Musarra, 29 anni, assassinata nella loro casa.

“Alessandra, l’ennesima vittima della furia cieca di queste belve che nascondendosi dietro l’alibi della gelosia, distruggono la vita di tante giovani donne e con loro intere famiglie, causando disastri familiari che mai potranno essere sanati.

Per quanto tempo ancora dovremo vivere giornate così dolorose e delitti così efferati?

E mai come oggi, purtroppo, 8 marzo giornata dedicata ai diritti delle donne  possiamo dire <<… NON CHIAMATELA FESTA…>>.

A dichiararlo è Fina Maltese, Responsabile  Parità di genere UTL/UGL Messina.

“Oggi con la morte di Alessandra, e di quante hanno avuto la sfortuna di finire nelle mani di questi uomini-belve, è la giornata del dolore, dell’umiliazione, della mortificazione, del massacro della donna- aggiunge Maltese –  tutte le vittime di femminicidio sono le nostre figlie, le nostre madri, le nostre sorelle.

Non sappiamo se mai questi uomini-belve potranno cambiare, certamente dovremo essere noi donne a farlo e presto!

Non permettiamo loro in alcun modo di alzare le mani, e se lo fanno al primo cenno sbattiamo la porta e andiamo via definitivamente.

Nelle scuole insegniamo ai nostri giovani come poter gestire i propri sentimenti”.

“Cerchiamo di far comprendere loro  – conclude  – che una fidanzata, una compagna, una moglie non è un  titolo di loro proprietà.

Il problema va certamente affrontato nell’ambito della sicurezza, ma soprattutto nell’ambito socio-culturale.

Pertanto urge un incontro con il Prefetto di Messina Dott.ssa Carmela Librizzi, alla luce del  Protocollo d’Intesa Interistituzionale per la Prevenzione ed il contrasto della violenza di genere nella provincia di Messina”.