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Legge di stabilità regionale 2020. Ugl, tutelare 5 mila ASU in sedi di dibattito parlamentare

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 Per i 5 mila lavoratori ASU il percorso già avviato nel 2016 con la legge regionale 27 e proseguito con la legge 8 del 2017 deve andare avanti.

A dichiararlo Giuseppe Messina, Segretario regionale Ugl Sicilia.

Con Vito Sardo, Segretario Regionale UGL/ALE ASU Sicilia, con il Segretario Aggiunto della categoria, Mario Mingrino e con il Responsabile regionale precari della Federazione Autonomie dell’Ugl, Rosolino Lucchese abbiamo chiesto al governo regionale ed al Parlamento siciliano – prosegue – un atto di coraggio per sostenere la proposta di emendamento dell’Ugl per la legge di stabilità 2020 a sostegno delle ragioni dei lavoratori.

Pur consapevoli del difficile momento storico che ha cambiato le abitudini di ognuno di noi con l’emergenza pandemica Covid 19 – dice Messina – dopo 22 annidi lavoro nel precariato, senza certezza di progetto di vita futura, i lavoratori ASU vanno salvaguardati nella legge di stabilità 2020 perché si tratta di una categoria che vede impegnati nella pubblica amministrazione circa 5000 lavoratori, ormai parte integrante e sostanziale dell’organico, senza i quali molti Enti Pubblici che li utilizzano direttamente o mediante interposizione del cosiddetto privato sociale, avrebbero difficoltà nel gestire i compiti d’istituto.

In un ottica di propositiva collaborazione – precisa il Segretario Ugl Sicilia – abbiamo sottoposto al Governo ed al Parlamento siciliano la proroga della misura di fuoriuscita prorogata per altri 3 anni ed allargata ai soggetti a cui mancano fino  a 5 anni per la pensione: il contributo per 5 anni per gli Enti utilizzatori che concluderanno le procedure di stabilizzazione entro il 2020: l’inserimento d’ufficio nell’elenco unico regionale di cui all’art. 30 della l.r. 30/2014 dei soggetti che, per inadempienza dei propri Enti utilizzatori, ne sono rimasti fuori; la proroga al 31 ottobre del termine previsto dall’art. 15 della legge 17/2019 per i lavoratori che possono fare richiesta di assegnazione ad altro Ente: la rivisitazione della nota prot. 15628 del 20 marzo 2020 del Dipartimento Lavoro perché l’esenzione dal servizio dovuta al contenimento del COVID19 nei luoghi di lavoro non può e non deve essere recuperata. Consapevoli che saranno necessari altri interventi di natura giuridica per mettere la parola fine a questa tipologia di precariato – conclude Messina – in questo momento riteniamo utile restare realisti mantenendo un percorso necessario e sostenibile e non fare del becero populismo, illudendo 5000 lavoratori e loro famiglie.