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Asp Catania. Incongruenze contrattuali nel nuovo appalto regionale dei servizi di ausiliariato, 200 lavoratori in stato di agitazione. Ugl: “Criticità a suo tempo segnalate, ora riconoscere la dignità degli ausiliari”

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I lavoratori impiegati della società privata che ha in appalto i servizi di ausiliariato, all’interno delle strutture ospedaliere e sanitarie dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, hanno annunciato lo stato di agitazione e sono pronti ad azioni di protesta più incisive per far valere i loro diritti.
Motivo dell’inquietudine dei circa 200 operatori interessati è il nuovo appalto, che li ha visti di recente transitare nell’ambito di una procedura generale curata per lotti dalla Centrale unica di committenza della Regione Siciliana.
Da questa, le aziende ospedaliere e sanitarie possono decidere se attivare tutte le specifiche previste (ovvero i servizi di pulizia e i servizi integrati, oltre i servizi accessori) o alcune di esse in base alle necessità, partendo dall’utilizzo dello stesso contratto collettivo nazionale di lavoro da applicare al personale.
Mentre in altre realtà siciliane da questi affidamenti sono stati attivati solo alcuni servizi, a Catania è stato incluso anche quello riguardante l’ausiliariato che però, da capitolato, presenta incongruenze non indifferenti come evidenziano il segretario territoriale della Ugl Giovanni Musumeci ed il segretario provinciale della federazione Ugl Salute Carmelo Urzì.
“Già in fase di predisposizione di questa veste innovativa del bando unico suddiviso per lotti avevamo fatto notare, in occasione di un incontro in Assessorato regionale della Salute, la criticità rappresentata da una contemporanea presenza di diverse qualifiche inglobate forzatamente sotto un unico tipo di contratto. Abbiamo appurato, infatti, che il Ccnl “Multiservizi” applicato non contempla la figura dell’ausiliario socio-sanitario specializzato, come richiesto invece dal capitolato d’appalto.
Ancora peggio, sebbene il personale coinvolto svolga già da anni mansioni di categoria superiore, lo stesso capitolato per buona parte prevede un mansionario attinente alla figura dell’operatore socio-sanitario, incluso in un’altra tipologia di contratto con retribuzione totalmente differente.
Praticamente si è continuato ad utilizzare la struttura di capitolato che da circa 12 anni ha caratterizzato l’affidamento, andato sempre in proroga, mentre nel tempo questo genere di qualifica ha subito profondi cambiamenti anche di carattere contrattuale.
Un vero e proprio caos, un passo indietro in una matassa che è diventata parecchio complicata e che di fatto lede i diritti acquisiti dei dipendenti – aggiungono i due sindacalisti. Abbiamo quindi richiesto al direttore generale dell’Asp etnea un incontro urgente, con la partecipazione della ditta affidataria, perché alle condizioni attuali i lavoratori non intendono operare e chiedono il riconoscimento della dignità lavorativa, oltre che economica, ad oggi accumulata dopo decenni di esperienza nell’ambito degli appalti per conto dell’Azienda sanitaria. Già alcuni anni addietro ci fu un simile precedente e, grazie all’intervento risolutivo della Prefettura, la problematica venne superata.
Adesso – concludono Musumeci e Urzì – non è più il tempo delle recriminazioni, visto che siamo stati anticipatori di ciò che sarebbe accaduto e ora si sta purtroppo verificando, ma chiediamo un impegno straordinario perché si dia una risposta concreta alle legittime istanze di 200 risorse lavorative catanesi”.